Avv. Guido Lenza
Studio Legale · Salerno
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Studio · Note · Edilizia e urbanistica
22 settembre 2026 Urbanistica · Pianificazione Caso di studio

Nella pianificazione urbanistica generale, la riclassificazione in senso peggiorativo di un'area richiede una motivazione specifica?

di Avv. Guido Lenza — Studio Legale Lenza, Salerno

La rispostaNo. La scelta di pianificazione è sindacabile solo per esiti abnormi o manifestamente illogici. L'aspettativa del proprietario a conservare la destinazione precedente non esige una motivazione ulteriore rispetto a quanto emerge dalla relazione al piano.

Nell'adozione del piano urbanistico comunale accade di frequente che un'area, classificata come industriale dallo strumento previgente, riceva una destinazione agricola. Il proprietario ne lamenta, allora, il difetto di una motivazione specifica.

La scelta di pianificazione è però espressione di un'ampia discrezionalità.

Il giudice amministrativo la sindaca soltanto ove l'esito sia abnorme, ovvero manifestamente illogico per contraddittorietà intrinseca o per contrasto con la realtà dei fatti.

Muovendo da tali presupposti, non sussiste alcun onere di motivare in modo specifico — ovvero in termini più precisi di quanto emerga dalla relazione al piano — la modifica in senso peggiorativo del regime di un'area.

Non esiste, infatti, un principio generale che vieti la reformatio in peius. La posizione del proprietario si risolve in una mera aspettativa di fatto, inidonea a fondare un affidamento qualificato che esiga una motivazione rafforzata.

Vale aggiungere che la riclassificazione non diviene illogica per il solo fatto che l'area ricada in una zona a prevalenza industriale. Ove il terreno si collochi in una parte non ancora edificata di quella zona e le aree produttive previste risultino sovradimensionate rispetto alle esigenze del territorio, non è arbitrario mantenerlo libero per contenere il consumo di suolo.

Né vale a sorreggere la censura l'uso aziendale che il proprietario abbia fatto del terreno, quando manchi un nesso di pertinenzialità con lo stabilimento. La distanza fra i due immobili, desumibile anche dalle immagini satellitari (che costituiscono prova documentale pienamente utilizzabile), basta a escluderlo e rende superflua la verificazione.

Resta comunque ferma la possibilità di contestare la scelta del piano: la censura deve però dimostrarne l'abnormità. A tal fine la mancanza di una motivazione specifica non basta.

Si dà conto del principio e degli estremi della decisione: non compaiono i nomi delle parti né riferimenti a vicende seguite dallo Studio. Le note hanno carattere generale e non costituiscono parere su casi concreti.

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